venerdì 15 settembre 2023

Rosh Ha Shanà 5784.-Shanà Tovà. לְשָׁנָה טוֹבָה *

Rosh Ha Shanà 5784.-Shanà Tovà. לְשָׁנָה טוֹבָה *

 


La festa solenne durerà dalla sera di venerdì 15 settembre alla sera di domenica 17 settembre. 
Accensione delle candele
🕯🕯 Venerdì 15 settembre ore 19.01
🕯 Sabato 16 settembre ore 20.02
⭐️⭐️ Uscita delle tre stelle domenica 17 settembre ore 20.01





“Rosh Ha Shana è un giorno della memoria particolare, non è il giorno in cui noi ricordiamo qualcosa, ma chiediamo al S. di ricordarsi di noi. Anche per questo noi suoniamo lo Shofar, sia per scuotere le nostre coscienze, i nostri corpi, le nostre anime, sia per far salire un grido verso l’alto consapevoli del fatto che siamo esseri deboli, ma che c’è anche un atto di misericordia da parte di H”.




Rosh Hashanà. I suoni dello shofàr sono la scala musicale dei sentimenti



Rosh Hashanà. Rav Alfonso Arbib: «Impegnatevi gli uni per gli altri»


*. Usato come augurio durante Rosh Hashanah (il capodanno ebraico). [1] La frase è un'abbreviazione per "l'shanah tovah techatemu ve tikatevu" (לְשָׁנָה טוֹבָה תֵּחָתֵמוּ וְתִכָּתֵבוּ), che significa "che il tuo nome possa essere inscritto e serbato (nel Libro della Vita) per un buon anno".[2] Una versione più breve è: "ktiva ve chatima tova" (כְּתִיבָה וְחֲתִימָה טוֹבָה), che significa "[ti auguro di avere] una buona firma [nel Libro della Vita]".[2] In occasione di Rosh Hashanah sono usate anche le espressioni shanah tovah (שָׁנָה טוֹבָה), che significa letteralmente "un buon anno", e shana tova u'metukah (שָׁנָה טוֹבָה וּמְתוּקָה) "un buon e dolce anno".


Rosh Hashanà. Un suono che spaventa il male

https://morasha.it/rosh-hashana-un-suono-che-spaventa-il-male/



venerdì 8 settembre 2023

Sabato 09/09/2023 - Shabbat Shalom שבת שלוםàà


 

Parashot Nitzavim e Vayelech.Il rinnovamento personale e nazionale, l’ultima eredità data da D-o a Mosè



Il momento era arrivato. Mosè stava per morire. Aveva visto morire prima di lui sua sorella Miriam e il fratello Aaron. Aveva pregato Dio – non di vivere per sempre, nemmeno di vivere più a lungo, ma semplicemente: “Lasciami andare e vedere il buon paese oltre il Giordano” (Deuteronomio 3:25). Lasciami completare il viaggio. Lasciami raggiungere la destinazione. Ma Dio disse di no: “Basta”, disse il Signore. “Non parlarmi più di questa faccenda”. (Deuteronomio 3:26) Dio, che aveva acconsentito a quasi ogni altra preghiera fatta da Mosè, tuttavia questa gliela rifiutò.



Questa settimana leggeremo due parashot, Nitzavim e Vayelech, che vengono lette nell'ultimo Shabbat dell'anno. Mosè alla fine della sua vita si separa dal suo popolo ma prima di congedarsi consegna ad ogni tribù un Sefer Torà. Sapevi che esiste una mitzvà secondo cui ogni ebreo ha l'obbligo di scrivere un suo Sefer Torà?



Se Hakhel è il rinnovamento nazionale, il precetto secondo cui ciascuno di noi dovrebbe prendere parte alla stesura di un nuovo Sefer Torà è il rinnovamento personale. Era il modo di Mosè di dire a tutti: non vi basta dire, ho ricevuto la Torà dai miei genitori (o nonni o bisnonni). Bisogna prenderla e renderla nuova in ogni generazione.

venerdì 25 agosto 2023

Sabato 26 /08 /2023 - Shabbat Shalom שבת שלוםàà




Ki Tetzè. Nascondersi da noi stessi

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Parashà di Ki Tetzè - דבר תורה

La parashà di Ki Tetzè è particolare perché troviamo molte mitzvot. Tra queste troviamo un insegnamento particolare, lo "Shiluach ha-ken”. Se camminando per strada trovassimo un nido di uccello con la mamma che sta covando le uova oppure con la mamma presente insieme ai pulcini, quale sarebbe la cosa giusta giusta da fare? Ce lo spiega Rav David Sessa con questa bellissima lezione.


https://www.facebook.com/ComunitaEbraicaDiRoma/videos/674875061164358/

venerdì 4 agosto 2023

Sabato 05/08 /2023 - Shabbat Shalom שבת שלוםàà






Rav Jannài proclama: “Guai a colui che non ha un cortile e, tuttavia, fa lo stesso un cancello!


la risposta che Hillèl, secondo un famoso aneddoto talmudico, avrebbe dato a un pagano che voleva gli venisse insegnata tutta la Torà stando su un piede solo: “Ciò che tu detesti non farlo al tuo prossimo: questa è la Torà per intero, il resto è commento, vai e studia”


Leggendo la Critica del Giudizio, .. il. brano nel brano in cui Kant, per spiegare la categoria del sublime, fa riferimento al divieto di immagini del popolo ebraico:

Non è da temere che il sentimento del sublime abbia da perdere qualcosa per questo modo astratto d’esibizione […], quell’astrazione è un’esibizione dell’infinito. […] Forse non v’è nel libro delle leggi degli ebrei un passo più sublime di questo comandamento: “Tu non ti farai alcuna immagine o figura di ciò che è in cielo, o in terra, o sotto la terra, etc. ”.


https://mondodomani.org/dialegesthai/articoli/raffaella-di-castro-01