
venerdì 24 marzo 2023
venerdì 17 marzo 2023
Sabato 18/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של. Shalom Ben- Chorin*-uno tra i maggiori teologi dell'ebraismo contemporaneo
Tra i libri di casa
venerdì 10 marzo 2023
Sabato 11/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של. Noi siamo anche i nostri errori
"Nella Parashà di Ki Tissa* è raccontato quello che probabilmente è uno dei più grandi peccati che il popolo ebraico abbia mai commesso. Quaranta giorni dopo aver ricevuto la Torà, dopo la rivelazione sul Monte Sinai, avviene l’impensabile. Viene costruito un vitello d’oro che diventa centro di un culto idolatra. La vista del popolo che adora e si prostra di fronte al vitello d’oro era così sconcertante che Moshe frantumò le Tavole della Legge.
Eppure- D-o comanda l’esatto contrario. La Ghemara dice che a Moshe fu comandato di mettere le Tavole spezzate, insieme a quelle intere, nell’Aron. Lungi dall’essere nascoste o distrutte, queste tavole spezzate appartengono al luogo più sacro della terra. Perché? Perché tanta importanza?
Rav Tzadok di Lublino nota che questa collocazione contiene un insegnamento importante. Dobbiamo renderci conto che i nostri errori sono una parte fondamentale di ciò che siamo. Piuttosto che vergognarci del nostro passato, dovremmo vederlo come un passo importante nella nostra crescita e nel nostro sviluppo, come una parte fondamentale della nostra curva di apprendimento. ..le due serie di Tavole, quella spezzata e quella intera, si toccano l’una con l’altra. La sede delle emozioni umane si trova nel cuore. Qui, in questo spazio chiuso, dobbiamo conservare le nostre emozioni e le nostre esperienze, farne tesoro per migliorare noi stessi e per influenzare positivamente il prossimo
articolo completo in
*Ki Tisa, Ki Tissa, Ki Thissa, o Ki Sisa (ebraico: כִּי תִשָּׂא — tradotto in italiano: “quando farai”, incipit di questa parashah) ventunesima porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, nona nel Libro dell'Esodo. Rappresenta il passo 30:11-34:35[1] di Esodo, che gli ebrei leggono durante il ventunesimo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente a fine febbraio o in marzo.
venerdì 3 marzo 2023
Sabato 04/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של
Acqua, fondamento della Creazione. L’oro sprecato
RAV SCIALOM BAHBOUT
https://morasha.it/acqua-fondamento-della-creazione-loro-sprecato/
"La Bibbia associa spesso la parola maim (acqua) con la parola chaim (vita)
Paradossalmente, dal punto di vista della crescita morale e spirituale, la risorsa acqua piovana è preferibile a quella che scorre sulla terra o può essere estratta dalla falda acquifera, e questo perché la Bibbia non è interessata solo a un raccolto abbondante, ma anche allo sviluppo di una persona completa al servizio di Dio e della società. Un luogo ricco naturalmente di acqua provoca un sentimento di orgoglio, e il controllo delle fonti idriche crea un senso di potere e potenza, che può diventare pericoloso per una società. Così le piogge che provengono dall’alto creano un uomo “vivo” che sa che non è il padrone del Mondo e non è in grado di controllare tutto."
venerdì 24 febbraio 2023
Sabato 25 /02/2023 . Shabbat Shalom שבת של

La Torah
mercoledì 22 febbraio 2023
Insulti al bambino ebreo: “Anni fa ti avremmo bruciato”
L’episodio choc raccontato in Commissione comunale dal presidente della comunità Disegni “ Indossava la kippah a una festa, a quella frase tutti hanno riso. Mi chiedo dove siano le famiglie”
venerdì 17 febbraio 2023
Sabato 18 /02/2023 . Shabbat Shalom שבת של

Una delle frasi più famose della Torà fa la sua comparsa nella parashà di questa settimana.
È stata spesso usata per caratterizzare la fede ebraica nel suo insieme. Si tratta di sole due parole: na’aseh venishma, letteralmente, “faremo e ascolteremo” (Esodo 24:7). Cosa significa e perché è importante?...
Ci sono due famose interpretazioni, una antica, l’altra moderna. La prima compare nel Talmud babilonese, dove viene presa per descrivere l’entusiasmo e la generosità con cui gli israeliti accettarono l’alleanza con Dio al monte Sinai. Quando dissero a Mosè: «Tutto ciò che il Signore ha detto, noi lo faremo e lo ascolteremo», in realtà dicevano: Qualunque cosa Dio ci chiederà, noi la faremo – e lo dissero prima di aver udito alcuni dei comandamenti. Le parole “Noi ascolteremo” implicano che non avevano ancora udito – né i Dieci Comandamenti, né le leggi dettagliate che seguirono come stabilito nella parashà di Mishpatim. Erano così desiderosi di segnalare il loro assenso a Dio che hanno acconsentito alle sue richieste prima di sapere quali fossero...
La seconda interpretazione – non il semplice senso del testo ma comunque importante – è stata data spesso nel pensiero ebraico moderno. Da questo punto di vista na’aseh venishma significa: “Faremo e capiremo”. Da ciò derivano la conclusione che possiamo comprendere l’ebraismo solo facendolo, eseguendo i comandamenti e vivendo una vita ebraica. In principio è l’azione. Solo allora arriva la presa, l’intuizione, la comprensione.
Da ciò segue un’importante conseguenza. Il giudaismo è una comunità di fare piuttosto che di “sentire”.

