venerdì 17 marzo 2023

Sabato 18/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של. Shalom Ben- Chorin*-uno tra i maggiori teologi dell'ebraismo contemporaneo

 

Tra i libri di casa 



La fede ebraica – 
lineamenti di una teologia dell'ebraismo sulla base del credo di Maimonide 
di Shalom Ben Chorin (Autore), M. Loewy (a cura di), G. Lustig (Traduttore)-13 novembre 1997 Edizione il Melangolo 

"Nel XII secolo, periodo di maggior fioritura del pensiero  religioso islamico ed ebraico, Mosè Maimonide indicò in numero di tredici i principi e i fondamenti del giudaismo : una sorta di professione di fede destinata a determinare la vita religiosa delle comunità ebraiche della diaspora tanto in Occidente quanto in Oriente.
A quasi un millennio di  distanza, Shalom Ben- Chorin-uno tra i maggiori teologi  dell'ebraismo contemporaneo-ne offre,con lo studio che presentiamo, un commento esemplare per chiarezza e profondità,cercando di cogliervi quelle verità perenni e perciò stesso attuali che rappresentano l'essenza di ogni genuino messaggio religioso" (risvolto-quarta di copertina)  

*Schalom Ben-Chorin, ebraico שלום בן-חורין; nome di nascita Fritz Rosenthal (Monaco di Baviera, 20 luglio 1913 – Gerusalemme, 7 maggio 1999), è stato un giornalista e teologo tedesco.

Ben-Chorin lavorò con determinazione per il dialogo cristiano-ebraico, per il superamento dell'antisemitismo cristiano e per la possibilità di una teologia dopo la tragedia di Auschwitz.

Il suo nome significa Pace, figlio della Libertà.


***


Oh! Gerusalemme, preferita da Dio, di te ognuno può dire: «Ecco mia madre, in te ogni uomo è nato» (Sal. 97), e le nazioni salgono verso la luce. Oh, Gerusalemme, io cammino verso di te. Oh Gerusalemme, «Città salda e compatta» dove si riuniscono tutti i figli di Abramo e in cui si concentra la preghiera per la pace (Sal. 122). Oh Gerusalemme, io cammino verso di te. Oh! Gerusalemme, le cui colline piangono di desolazione e danzano di speranza, monte Moriah e Golgota, muro del Tempio e memoriale Yad Vashem..sepolcro vuoto dove l'angelo invita a non cercare fra i morti Colui che è Vivente (Lc. 24,5). Oh! Gerusalemme, io cammino verso di te. Oh! Nuova Gerusalemme, tu che discendi dal cielo vestita come una sposa nel giorno delle nozze, tu che non hai più tempio, perché il tuo tempio «è il Signore, il Dio onnipotente e l'Agnello» (cf. Ap. 21)! Oh Gerusalemme del cielo, noi camminiamo verso di te.

riflessione anno  2000 del Card. Roger Etchegaray) 

sta in 
RADICI DELL'ANTIGIUDAISMO IN AMBIENTE CRISTIANO"
Simposio organizzato dalla Commissione teologico-storica 
del Grande Giubileo dell'anno 2000

Perché le fede cristiana ha bisogno del giudaismo

venerdì 10 marzo 2023

Sabato 11/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של. Noi siamo anche i nostri errori


"Nella Parashà di Ki Tissa* è raccontato quello che probabilmente è uno dei più grandi peccati che il popolo ebraico abbia mai commesso. Quaranta giorni dopo aver ricevuto la Torà, dopo la rivelazione sul Monte Sinai, avviene l’impensabile. Viene costruito un vitello d’oro che diventa centro di un culto idolatra. La vista del popolo che adora e si prostra di fronte al vitello d’oro era così sconcertante che Moshe frantumò le Tavole della Legge. 

Eppure- D-o comanda l’esatto contrario. La Ghemara dice che a Moshe fu comandato di mettere le Tavole spezzate, insieme a quelle intere, nell’Aron. Lungi dall’essere nascoste o distrutte, queste tavole spezzate appartengono al luogo più sacro della terra. Perché? Perché tanta importanza?

Rav Tzadok di Lublino nota che questa collocazione contiene un insegnamento importante. Dobbiamo renderci conto che i nostri errori sono una parte fondamentale di ciò che siamo. Piuttosto che vergognarci del nostro passato, dovremmo vederlo come un passo importante nella nostra crescita e nel nostro sviluppo, come una parte fondamentale della nostra curva di apprendimento. ..le due serie di Tavole, quella spezzata e quella intera, si toccano l’una con l’altra. La sede delle emozioni umane si trova nel cuore. Qui, in questo spazio chiuso, dobbiamo conservare le nostre emozioni e le nostre esperienze, farne tesoro per migliorare noi stessi e per influenzare positivamente il prossimo


articolo completo in

https://morasha.it/ki-tissa-noi-siamo-anche-i-nostri-errori/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=kolot-ki-tissa-noi-siamo-anche-i-nostri-errori-196



*Ki TisaKi TissaKi Thissa, o Ki Sisa (ebraico: כִּי תִשָּׂא — tradotto in italiano: “quando farai”, incipit di questa parashah) ventunesima porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, nona nel Libro dell'Esodo. Rappresenta il passo 30:11-34:35[1] di Esodo, che gli ebrei leggono durante il ventunesimo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente a fine febbraio o in marzo.


venerdì 3 marzo 2023

Sabato 04/03/2023 . Shabbat Shalom שבת של

Acqua, fondamento della Creazione. L’oro sprecato

RAV SCIALOM BAHBOUT


https://morasha.it/acqua-fondamento-della-creazione-loro-sprecato/

"La Bibbia associa spesso la parola maim (acqua) con la parola chaim (vita)

Paradossalmente, dal punto di vista della crescita  morale e spirituale, la risorsa acqua piovana è preferibile a quella che scorre sulla terra o può essere estratta dalla falda acquifera, e questo perché la Bibbia non è interessata solo a un raccolto abbondante, ma anche allo sviluppo di una persona completa al servizio di Dio e della società. Un luogo ricco naturalmente di acqua provoca un sentimento di orgoglio, e il controllo delle fonti idriche crea un senso di potere e potenza, che può diventare pericoloso per una società. Così le piogge che provengono dall’alto creano un uomo “vivo” che sa che non è il padrone del Mondo e non è in grado di controllare tutto."



Sta in 
L’ACQUA NELLA BIBBIA E NELLA TRADIZIONE EBRAICA – DI ELENA LEA BARTOLINI DE ANGELI




venerdì 24 febbraio 2023

Sabato 25 /02/2023 . Shabbat Shalom שבת של

La Torah - Comunità Ebraica di Bologna


La Torah

Ogni volta che la lettura della Torah ha luogo nella sinagoga, i fedeli si tengono in piedi mentre vengono usciti i rotoli dall’Arca e vengono portati in processione prima di venire alla Teba (scrivania) per la lettura. Dei fedeli sono chiamati individualmente a “salire alla Torah” (“aliya”), cioè per affermare che il testo letto è frutto della Rivelazione divina. Una volta finita la lettura, vengono rivestiti i rotoli e viene fatta una nuova processione prima di rimettere la Torah nell’Arca. 


mercoledì 22 febbraio 2023

venerdì 17 febbraio 2023

Sabato 18 /02/2023 . Shabbat Shalom שבת של



Una delle frasi più famose della Torà fa la sua comparsa nella parashà di questa settimana.
È stata spesso usata per caratterizzare la fede ebraica nel suo insieme. Si tratta di sole due parole: na’aseh venishma, letteralmente, “faremo e ascolteremo” (Esodo 24:7). Cosa significa e perché è importante?...

Ci sono due famose interpretazioni, una antica, l’altra moderna. La prima compare nel Talmud babilonese, dove viene presa per descrivere l’entusiasmo e la generosità con cui gli israeliti accettarono l’alleanza con Dio al monte Sinai. Quando dissero a Mosè: «Tutto ciò che il Signore ha detto, noi lo faremo e lo ascolteremo», in realtà dicevano: Qualunque cosa Dio ci chiederà, noi la faremo – e lo dissero prima di aver udito alcuni dei comandamenti. Le parole “Noi ascolteremo” implicano che non avevano ancora udito – né i Dieci Comandamenti, né le leggi dettagliate che seguirono come stabilito nella parashà di Mishpatim. Erano così desiderosi di segnalare il loro assenso a Dio che hanno acconsentito alle sue richieste prima di sapere quali fossero...


La seconda interpretazione – non il semplice senso del testo ma comunque importante – è stata data spesso nel pensiero ebraico moderno. Da questo punto di vista na’aseh venishma significa: “Faremo e capiremo”. Da ciò derivano la conclusione che possiamo comprendere l’ebraismo solo facendolo, eseguendo i comandamenti e vivendo una vita ebraica. In principio è l’azione. Solo allora arriva la presa, l’intuizione, la comprensione.

Da ciò segue un’importante conseguenza. Il giudaismo è una comunità di fare piuttosto che di “sentire”.



https://www.mosaico-cem.it/vita-ebraica/parasha-della-settimana/parashat-mishpatim-fare-per-capire-perche-lebraismo-e-una-comunita-dellazione/